Il festival

Guardare oltre per andare oltre. Queste le premesse della programmazione di questo festival che vuole essere un grido di liberà e indipendenza, esaltazione dei sensi, voglia di essere presenti in un presente che per quanto confuso possa apparire è nostro e non possiamo negarlo. E l’arte che interpreta il presente sembra urlarci in faccia che siamo ottusi nel credere ancora che si possa costruire una coscienza collettiva senza errore, che possa esserci comunità senza vicinanza, felicità senza rischio, futuro senza responsabilità.  

Forse abbiamo guardato troppo a lungo al risultato sperato senza occuparci del processo, quando è il processo che fa emergere il risultato. E adesso dobbiamo riconoscere che la vita non corre su binari prestabiliti, che non esiste il rischio zero e che anche se ci siamo abituati a pensare che “È sempre stato così”, non è vero.  

Questa è una programmazione che nasce dal brivido dell’ignoto, dal bisogno di dichiarare che noi questo presente lo vediamo, e vogliamo dargli voce. Ed è un presente piuttosto incazzato che fa ironia su sé stesso e non le manda a dire. Un presente letteralmente “culo all’aria”. Artisti coraggiosi che non hanno timore di dire ciò che c’è bisogno di dire, ad esempio che abbiamo dimenticato le emozioni delle prime volte, che abbiamo perso il piacere di essere comunità, che non sappiamo più essere elastici, profondi, permeabili, siamo rigidi, superficiali e sterili. È una rassegna che presenta reali, vili, egoisti personaggi di oggi, perché vogliamo dimostrarvi che non è un problema riconoscersi nei nostri aspetti negativi e riderci sopra. Questo è forse il primo passo per il cambiamento che tutti vogliamo. Il teatro in fin dei conti è delle persone e questi sono tutti spettacoli per il pubblico. Siamo piuttosto stanche di un sistema che non mette il pubblico al centro se non nei termini delle economie che possono girare da grandi nomi o classici rivisti e rivisitati. La nostra è una programmazione di grandi sfide. Sfidiamo il pubblico a riappropriarsi delle platee, perché il teatro vi riguarda e ci riguarda. Non è un esercizio di stile né noioso salotto politico, è l’arena di tutti coloro che credono nel prodigio dell’esistenza e che non possono chiedere perdono o permesso per esercitare il diritto di esserci. 

Questa è una programmazione che invoca un cambiamento dal basso, sporco, aggressivo e a tratti agghiacciante, che ride e fa ridere ma soprattutto che vuole colpire duro.  

Questa è una programmazione che non cerca consensi ma solo pubblico, gente vera come veri sono gli artisti. Noi chiediamo di venire a teatro a tutti coloro che vogliono scrollarsi di dosso la polvere di un mondo vecchio e un po’ chiuso in sé stesso in cui per andare a teatro ci si deve vestire bene. Noi accettiamo giacca e cravatta ma anche felpe, piercing, tatuaggi, parrucche, boa di struzzo o la tuta sudata con cui siete usciti dalla palestra. Il pubblico è bello quando è vario e rappresentato. E il teatro è bello quando è vario e rappresentativo.  

FILONI

La scena italiana contemporanea non è neanche lontanamente morta – come viene descritto invece un certo tipo di teatro – è che la visuale sulla sua esistenza è un po’ offuscata da un certo quantitativo di ragnatele, polvere e fraintendimenti. Con questa proposta vogliamo scostare un certo velo di vecchiume, mettere un po’ in ordine alcune informazioni e mostrarvi un cuore della scena contemporanea che batte e pulsa subito dietro i foyer delle sale.

Qui prende vita un modo variopinto di persone vive, spesso giovani con nomi per niente altisonanti che lavorano operosamente per mettere in scena testi di autori e autrici viventi che sanno parlare dell’oggi all’oggi per mettere in scena noi sostanzialmente. Niente costumi d’epoca, nessun linguaggio letterario indecifrabile, ma anche nessun esercizio intellettualistico o performativo. Niente in avverso al museale, all’archeologico o al sublime formale e concettuale, semplicemente qui la parola teatro non si associa al classico e la parola contemporaneo non si abbina al performativo. La scena contemporanea che vi proponiamo ha il tratto comune di essere un teatro che serve ma che non fa la morale, che diverte senza essere superficiale, che indaga senza per forza dare risposte, un teatro che ci fa dimenticare di avere il cellulare in tasca o nella borsa.

Spettacoli le cui riflessioni ci arrivano dal Sudamerica passando per gli Stati Uniti rurali, volando da New York a Londra per poi approdare in Italia e incontrare le penne e le voci di artisti della parola, della narrazione, dell’affabulazione, della poesia e della musica da sagra. In questa programmazione troverete ritratti di assassini e sognatori, solitudini e incontri, nevrosi e risate. La vita intorno a noi, quella di cui ci lamentiamo, quella che a volte ci manca, quella che desideriamo, quella che scorre comunque, nonostante noi.

Tre giorni dedicati alla sessualità ispirati dai Comizi d’amore di Pasolini. Tre giorni dedicati al corpo fisico e al corpo sociale, al piacere e alla provocazione fra spettacoli, musica, documentari, installazioni multimediali, incontri e chiacchierate. Cosa significa oggi parlare di sesso? Ha senso parlarne? Ne parliamo bene? lo facciamo ancora? In un presente in cui la sessualità è sovraesposta noi siamo ancora entità amorose o è vero che una volta si facevano più figli perché non c’era la tv? E dopo un decennio di smartphone e una pandemia è cambiato qualcosa? Un confronto fra l’Italia di Pasolini degli anni ’60 e il mondo di oggi, una proposta di tre giorni dedicata alle contraddizioni che continuano ad emergere quando parliamo di sesso, di amore, di affetti, di desideri, di genere, di maschilità o femminilità, di famiglia, di coppia, di intimo e di sociale.

Tre giorni dedicati alla provocazione. Noi che con il nostro stile di vita brutalizziamo natura e risorse come possiamo ancora evocare la natura stessa a giustificazione del conformismo morale? Esiste una correlazione fra lo sfruttamento delle risorse ambientali e lo scempio delle risorse umane? Fra risate, pugni nello stomaco e atmosfere da tempo delle mele il filone 100 + 1 comizi d’amore apre finestre sui tabù e fa girare un po’ d’aria fresca nella stanza chiusa e ammuffita delle cose dette e ridette, ribadite e troppo spesso dimenticate.

Parlare di Vivida significa parlare di un segreto, dell’incontro col proibito e con l’indicibile. Raccontare Vivida vuol dire generare dubbi e non risposte. Spiegare Vivida non ha senso. Ma ci proveremo lo stesso! Vivida è un progetto di grande innovazione che presenta ai pubblici testi inediti della grande drammaturgia internazionale scovati e tradotti da Monica Capuani e interpretati da giovani attori e attrici professionisti.

Il segreto è il condimento indispensabile della ricetta di Vivida che fino all’ultimo lascia nascosti i temi che presenta. Quest’anno saranno tre i testi segretissimi che verranno presentati e che saranno oggetto di studio della masterclass La parola viva, condotta da Monica Capuani e Silvio Peroni con 16 fra attori e attrici, autori e autrici, registi e registe nazionali che per una settimana si eserciteranno e studieranno i testi di Vivida. Un’occasione di incontro più unica che rara che prenderà vita nei foyer dei teatri e nelle sale del Capitol come di consueto fra bicchieri, chiacchiere e domande.

Un percorso di degustazione musicale ideato grazie alla curatela artistica di Francesco Putano Hoffman, Capitol, partner prezioso e luogo iconico della città, cuore del nostro festival. I momenti dancing sono associati agli spettacoli, pensati sulla base di temi e mood delle serate.  

Calendario Eventi

Esplora il nostro calendario ricco di eventi straordinari, pronti a trasportarti in un viaggio unico nel mondo dell’arte e dello spettacolo.

MERCOLEDÌ 27 SETTEMBRE

GIOVEDÌ 28 SETTEMBRE

VENERDÌ 29 SETTEMBRE

SABATO 30 SETTEMBRE

DOMENICA 1 OTTOBRE

Dove: Teatro Auditorium Aldo Moro

LUNEDÌ 2 OTTOBRE

MARTEDÌ 3 OTTOBRE

MERCOLEDÌ 4 OTTOBRE

Dove: Teatro Auditorium Aldo Moro

Dove: Teatro Auditorium Aldo Moro

GIOVEDÌ 5 OTTOBRE

VENERDÌ 6 OTTOBRE

SABATO 7 OTTOBRE

Non perdere l’occasione
di ‘Guardare oltre’

Domande?

Per accedere agli spettacoli e ai dj set è necessario acquistare il biglietto, trovi tutte le informazioni qui: https://spkteatro.com/biglietteria/  
Tuttavia, ci sono 3 incontri gratuiti, quelli di VIVIDA, consulta il calendario! 

Si può acquistare il singolo biglietto, ma è molto più vantaggioso acquistare l’abbonamento, in forma di pacchetti suggeriti dalla direzione artistica o in forma libera, consulta tutte le opzioni qui: https://spkteatro.com/biglietteria/

Si! Le riduzioni sono rivolte a: under18, over65, possessori della CinemazeroCARD, soci BCC e utenti IRSE 

No! Una volta acquistato il titolo, puoi offrirlo a chi vuoi! 

No! Sia all’Auditorium Aldo Moro che al Capitol, l’acquisto del biglietto dà diritto all’ingresso in sala, senza posto prestabilito, tradotto: chi prim* arriva, meglio alloggia! 

Certo! In ogni sede degli eventi, il bar sarà aperto almeno un’ora prima dall’inizio dell’evento. Tuttavia, non sarà possibile cenare, ma sul nostro sito troverai una lista di servizi convenzionati!

Solo durante le serate del festival, altrimenti è possibile acquistare online o in sede spk, negli orari indicati nella pagina di biglietteria https://spkteatro.com/biglietteria/. 

Sulla nostra pagina dedicata con tutta la programmazione:  

Sì! Esiste il libretto, che puoi trovare durante le serate, oppure il programma “strappabile” che puoi trovare nei luoghi convenzionati, in giro per la città, o in sede di festival. La brochure è anche scaricabile dal nostro sito! 

L’ingresso in sala varia da spettacolo a spettacolo, in base alle necessità degli artisti, sicuramente la biglietteria, e i foyer di ingresso, saranno aperti almeno da un’ora prima dell’inizio.

Sicuramente non succederà! Ma se dovesse succedere, avviseremo il pubblico tempestivamente tramite tutti i nostri canali, per questo ti suggeriamo di iscriverti ai due servizi di messaggeria istantanea whatsapp e telegram, trovi le info qui: https://spkteatro.com/contatti/  

I biglietti sono rimborsabili SOLO ED ESCLUSIVAMENTE qualora l’evento fosse annullato da SpkTeatro.  

Purtroppo, quest’anno no. Ma ci lavoreremo assolutamente per l’anno prossimo! 

Sponsor