Non è possibile comporre una sinossi del più iconico e famoso film di Tarantino senza spendere troppe parole. Un intreccio di storie, un groviglio di personaggi splendidamente delineati e una narrazione frammentata. Se non l’avete mai visto guardatelo. Pulp fiction è classico del cinema è un’affascinate, ironica e violenta storia di cattivi, personaggi che vivono ai limiti, tossici, boxeur, sicari, eleganti “problem solver” ante litteram, ladruncoli allo sbaraglio, spacciatori, boss e chi più ne ha più ne metta. E poi c’è una valigetta.

Come mai questa proposta?

Il cinema, la serie televisiva, il film televisivo, il film per il piccolo schermo, i video di ogni sorta, natura, origine. Insomma ciò che è video è molto, molto più codificato nella mente di ognuno di noi. Il teatro ha ispirato il cinema e a sua volta poi si è fatto contagiare dal cinema che ha suggerito al teatro nuove forme, nuovi drammaturgie, nuovi metodi di raccontare e raccontarsi al pubblico. Negli ultimi anni inoltre si sta largamente diffondendo la pratica di ridurre e proporre a teatro grandi classici del cinema come Trainspotting o Dirty Dancing, il concetto di serie si è allargata anche al teatro che, seppure con più difficoltà, ha presentato spettacoli suddivisi in serie e stagioni, compagnie giovani come Carrozzeria Orfeo stanno spopolando nella scena italiana con una proposta dichiaratamente ispirata al cinema, al linguaggio delle sceneggiature dei film. Quindi abbiamo deciso di seguire questa nuova corrente e fare una proposta decisa, colorata, coraggiosa e pulp.

Pulp Fiction contiene naturalmente tantissimi elementi teatrali, proprio per questo è un film così particolare: la struttura narrativa a capitoli (atti) divisi in macroscene autoportanti in situazione, personaggi precisi, grotteschi, sopra le righe e mai abbozzati, atmosfere variegate e costantemente immerse in una sorta di clima surreale. Ci sono problemi da risolvere, tensioni da affrontare e nemici da sconfiggere. C’è tutto insomma.

Non si tratterà solo di replicare Pulp Fiction sul palco, ma di scoprire come si possano riportare e teatralizzare quelle atmosfere e quelle scelte che al cinema funzionano ma come funzioneranno a teatro dove non si possono fare primi piani, carrellate, dove tutto dev’essere buona la prima, non c’è il montaggio e dove se bisbigli non ti sente nessuno? Come si fa a mantenere viva sulla scena come al cinema un classico tanto amato?

Cosa faremo?

La nuova struttura della proposta didattica si Speakeasy è stata pensata proprio per poter lavorare a fondo su progetti innovativi, si partirà ovviamente dal testo, diverso da un testo teatrale. Si lavorerà sull’interpretazione del personaggio sperimentando diversi approcci per differenziarlo dal personaggio cinematografico e caratterizzarlo, si lavorerà sulla costruzione delle scene e degli ambienti e su come il linguaggio del corpo e l’uso della voce possa rendere ciò che il cinema offre con il dato reale. Si lavorerà sul monologo, sui dialoghi (entrambi molto vibranti nei testi di Tarantino) sul ritmo e sul coro (inteso come movimento di tante persone insieme sulla scena). Si lavorerà anche sull’improvvisazione e sulla scrittura, dato che ci sarà bisogno di creare raccordi narrativi e di trovare il modo di sostituirsi alla telecamera.

INFO&PREZZI