COTONE
Glitch teatrali di passato nel presente
Da un’idea di SpkTeatro
Scritto BONOBO con la curatela drammaturgica di Lisa Moras
Con Mathias Eccher e Mattia Zavarise, special guest Giulia Cosolo
Prodotto grazie a Regione Friuli Venezia Giulia, l’edizione 2026 è resa possibile dal Comune di Pordenone, nell’ambito dei progetti di avvicinamento a Pordenone Capitale della Cultura 2027.
Cotone – Un viaggio nel tempo tra acqua, memoria e rumore
Cotone è una serie teatrale immersiva che attraversa i luoghi simbolo dell’identità industriale di Pordenone per riscoprirne la memoria e trasformarla in esperienza collettiva.
Verso Pordenone Capitale della Cultura 2027: una nuova stagione di COTONE edizione 2026.
Nell’ambito del percorso di avvicinamento a Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, e grazie al sostegno del Comune di Pordenone, torna COTONE: la serie teatrale immersiva e itinerante di SPKTEATRO che attraversa quattro luoghi simbolo dell’identità industriale di Pordenone — dal Lago della Burida all’ex Cotonificio Amman-Wepfer, da Palazzo Gregoris/SOMSI al Cotonificio Veneziano di Torre — trasformandoli in spazi narrativi vivi e accessibili alla cittadinanza.
COTONE non è uno spettacolo tradizionale né una visita guidata teatralizzata, ma un’esperienza pensata per essere godibile, leggera e informale: una passeggiata tranquilla tra i luoghi della memoria industriale, condotta da attori giovani e professionisti, con una scrittura contemporanea che intreccia narrazione storica, gioco e partecipazione diretta del pubblico. Ogni appuntamento si chiude in un momento conviviale — un aperitivo o una merenda condivisa — che restituisce all’esperienza teatrale la dimensione di incontro tra le persone e i luoghi che racconta.
Il progetto nasce nel biennio 2024-2025 dall’incontro tra SPKTEATRO, Studio Eupolis e la compagnia Bonobo (Mathias Eccher e Mattia Zavarise), sotto la direzione artistica di Lisa Moras, grazie al bando della Regione Friuli-Venezia Giulia “Studi e Ricerche per la divulgazione storico-etnografica del territorio”, che ne ha sostenuto la ricerca e la prima messa in forma, con il contributo di Fondazione Friuli e Banca 360 FVG. La ricerca storica, curata da Luca Marigliano (Studio Eupolis), si è arricchita della collaborazione di partner territoriali come SOMSI, la Fondazione Ottone Zanolin ed Elena Dametto e l’Associazione Il Castello di Torre, che hanno aperto archivi e messo a disposizione una rete di volontari.
Quattro episodi autonomi attraversati da una guida d’eccezione — la Dottoressa Zeta (Giulia Cosolo), “archeo-cronologa della memoria idrica” — accompagnano il pubblico, definito “cronoviaggiatore”, dentro una geografia liquida dove il reale e il possibile si confondono. Fonti d’archivio, scritture originali firmate da Lisa Moras in collaborazione Bonobo e pratiche partecipative si intrecciano per restituire libertà e responsabilità di attraversare la storia in prima persona.
L’edizione 2026 porta il pubblico attraverso quattro appuntamenti, da fine luglio fino all’esperienza conclusiva di settembre.





























