COPPIA APERTA QUASI SPALANCATA

 

CREDITS

Di Dario Fo e Franca Rame
Prodotto da Teatro Tabasco
In collaborazione con about:blank
Con
Lisa Moras / Michele Vargiu
Disegno luci Alberto Biasutti
Scenografia e costumi Stefano Zullo
Regia Lisa Moras

SINOSSI

Prima regola perchè la coppia aperta funzioni, deve essere aperta da una parte sola: quella
del maschio! Perchè se la coppia è “aperta” da tutte e due le parti… ci sono le correnti d’aria!
Antonia, 38 anni, casalinga, moglie e madre, è ormai all’ennesimo tentativo di suicidio a causa
infedeltà del marito. Lui, affascinante intellettuale di sinistra, libertino e abile retorico,
propone alla moglie la “coppia aperta” come soluzione ai problemi coniugali. Dopo un iniziale
rifiuto Antonia si convince a tentare. Ma cosa succede quando una donna che si stava ormai dando
per vinta finisce di fare la moglie e si riscopre femmina? Cosa succede insomma quando la coppia
diventa “aperta”… da entrambe le parti?
Coppia aperta quasi spalancata è la più rappresentata fra le opere di Dario Fo e Franca Rame, un
atto unico dalla forte comicità e ironia che mette a nudo le dinamiche delle relazioni sentimentali
in un contesto grottesco ma mai inverosimile. Un dipinto sempre attuale di incomunicabilità nel
quale rancori e rivincite mettono in moto un carosello di eventi dai quali né uomo né donna
usciranno a testa alta, vittime dei loro stessi desideri.

 

DISCONNESSI

CREDITS

Di Lisa Moras
Con
Lisa Moras
Michele vargiu
Caterina Bernardi
Musiche e luci Alberto Biasutti
Una produzione about:blank / Teatro Tabasco
Regia Lisa Moras

SINOSSI

Giulia ha 33 anni, non ha un lavoro, non ha un partner, non ha animali domestici, vive la maggior
parte del suo tempo in casa e le sue giornate trascorrono fra serie televisive, attività sui social,
acquisti online e minacce di suicidio inviate via whapp al suo ex fidanzato, un food blogger di
discreto successo. La sua vita di quasi reclusa viene sconvolta quando inizia a ricevere messaggi e
telefonate da persone che le chiedono aiuto perché vogliono morire. Il suo numero è stato
condiviso erroneamente da qualche parte nel deep web in una chat per aspiranti suicidi senza
coraggio. L’escalation di errori e fraintendimenti passa attraverso una sequenza di uomini che
vogliono morire per le ragioni più disparate: la crisi per l’imminente paternità di un top manager,
quella d’identià di un travestito gender fluid che scopre di avere un figlio, il senso di vuoto di
Franco, porno dipendente che non ha contatti con le donne da quando ha perso la verginità,
evidenti richieste di aiuto a cui Giulia si ritrova suo malgrado a dover far fronte, mentre messaggi
su messaggi le arrivano da un mondo disperato, sommerso di fronte al quale i suoi stessi problemi
impallidiscono. Ma la botta arriverà quando Giulia viene contattata da Carla una ragazzia di 18
anni vittima di cyber bullismo che parla come Giulia, lo stesso modo sarcastico e cinico di vedere il
mondo, le stesse abitudini, lo stesso sconsolato smarrimento. Giulia cercherà di salvarla ma il caso
ci si mette di mezzo quando arriva, nel bel mezzo della telefonata con la giovane Carla la cena che
Giulia ha ordinato a domicilio. E non è il solito ragazzo delle consegne a portargliela ma un
rapinatore d’appartamento che minaccia di ucciderla. Un rapinatore maldestro,
fondamentalmente uno sfortunato che cerca di arrangiarsi. Nella schizofrenia di un susseguirsi di
eventi così insoliti Giulia avrà la sua epifania sulla sua vita gettata, un’epifania che convince il
rapinatore a darle una mano per cercare di salvare Carla. Ma da lontano si sente un gran boato.

 

 

PORN UP COMEDY

CREDITS

Uno spettacolo di about:blank

Di e con Lisa Moras
Regia about:blank / Michele Ciardulli
Media e light design Alberto Biasutti
Scenografia Stefano Zullo
Grafiche Matteo Trevisan

SINOSSI

Relazioni virtuali, incontri al buio, storie d’amore di un giorno nell’epoca 2.0.
Alice si porta a casa un ragazzo conosciuto in chat al primo appuntamento, Sara vive un incubo alla
Sex & The City, Mara studia e vive una relazione a distanza che tiene in vita grazie ai “toys”, Paola è la
donna del non importa. Chi sono? Donne che parlano di donne ad altre donne – ma anche agli uomini –
come fossero in un bar. Si raccontano senza veli, senza inibizioni, scorrette da morire e volgari come
solo le donne sanno essere nella propria intimità. Donne fotografate in un caleidoscopio di nevrosi,
confusioni, incomprensioni, sogni irrealizzabili e profonde solitudini. E poi c’è un lui.
Una carrellata di personaggi femminili figlie della nostra contemporaneità che ha demandato alla tv e
– soprattutto – al web l’educazione sessuale e sentimentale. Donne libere di farlo dove, come e quando
vogliono che spesso non sanno chi, come o cosa vogliono. Donne ingabbiate in vecchi preconcetti e
contemporaneamente spinte a fare, indagare, provare; donne spezzate e curiose. Donne di quantità,
donne di qualità che cercano e bramano un contatto vero.

 

SENZA PARLARE

SENZA PARLARE

CREDITS

Uno spettacolo di about:blank
Prodotto da Teatro Comunale Giuseppe Verdi Pordenone
Col sostegno di Fondazione Friuli
Drammaturgia e regia Lisa Moras
Scenografia e costumi Stefano Zullo
Musiche e disegno luci Alberto Biasutti
con
Marco S. Bellocchio e Caterina Bernardi

Un progetto avviato dal Centro Benedetta D’Intino Onlus
e Fondazione Paola Frassi

SINOSSI

Sara compie 18 anni, oggi è il suo compleanno. Il giorno in cui dovrebbe di diritto accedere all’età adulta è quello in cui suo fratello maggiore, Marco, diventa suo tutore e decide di organizzarle una festa. Sara però non ha nessuna intenzione di festeggiare. E’ arrabbiata, di quella rabbia tipica dell’adolescenza, deflagrante e furiosa eppure necessaria e giusta. Non vorrebbe la festa o per lo meno non la vorrebbe come suo fratello la sta organizzando, come sta organizzando tante cose per la sua vita. Sara vorrebbe poter dire qualcosa ma non riesce perché Sara è disabile, non può parlare, non può usare i gesti e dipende completamente dagli altri. Le vengono in aiuto una serie di supporti che le permettono di comunicare. Ma cosa succede quando l’attenzione del fratello diminuisce, quando la voce di Sara non viene ascoltata? La parabola di un giorno per raccontare una vita di difficoltà e simboleggiare il percorso di un’intera esistenza in salita in cui i piccoli desideri, i bisogni, le incomprensioni tipiche di tutti noi devono essere affrontate in un contesto di condizione estrema, in cui ogni piccola vittoria è gigantesca e ogni conquista è reale, sudata, voluta. Lo spettacolo parla di comunicazione e relazione e lo fa raccontando una vicenda nel più classico dei contesti, quello familiare ed espone il più classico dei conflitti, quello adolescenziale, ma lo fa scalando una montagna, quella della disabilità, una montagna che dovrà essere scalata ogni giorno e ogni giorno ancora e ogni giorno ancora a venire.

Senza Parlare è la storia di due fratelli, che si amano, che si odiano, che litigano, che crescono. È la storia di come finiamo per riconoscerci nell’altro. È la storia dolce amara di un affetto che non è scontato. È il racconto semplice delle difficoltà che abbiamo tutti nel parlare per farci capire. È un invito ad essere presenti a sé stessi. È anche una storia di disabilità. Che non è la storia della protagonista ma la sua condizione.