Spettacolo di Commedia dell’Arte
di e con Fabrizio Paladin
Scenografia sonora Loris Sovernigo
maschere di Antonio Fava, Carlo Setti e Fabrizio Paladin

“Impresa bellissima… e pericolosa” è Commedia dell’Arte. Come da tradizione lo spettacolo si avvale di maschere, comici e musici, di lazzi, di fame ed equivoci. L’amore infinitissimamente puro, unica ragione di vita dei giovani ed eleganti Innamorati è contrastato dai vergognosissimi e vilissimi interessi dei Vecchi. Il Capitano e il Servo contribuiscono alla nascita dell’equivoco che darà vita all’intreccio. Fin qui niente di strano, un classico canovaccio di Commedia dell’Arte. Ora le stuzzicanti anomalie: i personaggi, e quindi le maschere, sono tutti interpretati da un solo comico attraverso una serie di soluzioni registiche montate come fossero “attrazioni”, idee di messa in scena atte a concatenare le presenze dei protagonisti della storia, a farne vivere dialoghi e addirittura scene di insieme. Impresa bellissima e pericolosa.

Alcuni frammenti dello spettacolo si avvalgono di documenti rinascimentali soprattutto per quanto riguarda le parti degli Innamorati. Commedia dell’Arte, lazzi, musica e vendette, lettere, odio e amore, equivoci, agnizioni per un’arte ancora viva e palpitante.
Buon divertimento.

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Note sulla Musica
La possibilità di commentare uno spettacolo di Commedia dell’Arte usando uno strumento elettronico mi ha di fatto posto la questione di come affrontare una tradizione secolare di musica di scena con i mezzi strumentali moderni. Ho cercato di risolvere tale questione (modernità vs tradizione) con il compromesso che l’odierna tecnologia ci offre, suoni distorti ed effettati affiancati a melodie dell’epoca. Accostare anche in musica la contemporaneità alla tradizione significa affrancare la stessa materia da quell’allure spesso ed erroneamente “vetusta” che viene associata ad una disciplina risalente a 5 secoli fa e quindi affermarne la valenza universale che trascende l’epoca.
Del resto, Bach, suonato con la chitarra elettrica, non perde un grammo del suo spessore e così la Commedia dell’Arte, quando l’Attore ne ha compreso l’intimo valore aldilà dell’estetica, può sprigionare il suo messaggio in modo chiaro e limpido anche per lo spettatore contemporaneo.

Loris Sovernigo